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La maiolica e il senso di una civiltà

Istituto Statale d’Arte per la Ceramica Gaetano Ballardini

Faenza è una città che ha vissuto molteplici momenti storici ma tre, più degli altri, hanno contribuito a formarne l’identità: la cultura romana, quella rinascimentale e l’esperienza neoclassica. Questi periodi aurei sono stati determinati dalle specifiche caratteristiche naturali e geologiche del territorio.

A ricordo della vicenda romana rimangono diversi manufatti, ma è il paesaggio della Romagna, ovvero della terra di Roma, dove Faenza è situata, che ci racconta del tempo in cui gli uomini parlavano la lingua latina. Si tratta di una paesaggio caratterizzato da ordinatissimi campi e attraversato dal 187 a.C. dalla via Emilia. Durante l’epoca rinascimentale questa via di comunicazione ha permesso agli abitanti di Faenza di commerciare le maioliche prodotte con l’argilla che il fiume Lamone, attraversando la città, depone sulle sue rive. Sulla via Emilia, con la ceramica, corrono le idee, esse vanno e vengono, ed ecco che Faenza vive il sogno del ritorno alle origini, all’antichità. Con questa visione neoclassica tra Settecento e Ottocento si erigono bellissimi edifici che, ancora oggi, ne caratterizzano l’aspetto, nonostante le ferite subite durante la seconda guerra mondiale. Il neoclassicismo diede impulsi anche all’antica arte del fuoco che si rinnovò per realizzare maioliche che, per bellezza, gareggiarono con la porcellana che all’epoca stava conquistando l’Europa. La capacità mostrata dai ceramisti faentini in epoca neoclassica rappresenta un episodio importante ma tanti altri potrebbero essere annoverati prima e dopo. L’arte della maiolica, come un filo, cuce i vari momenti di una lunga storia e tiene assieme il senso di una civiltà.
Con questa coscienza Gaetano Ballardini, intellettuale dotato di uno spiccato pragmatismo, all’inizio del Novecento si adoperò per realizzare un progetto che confermasse Faenza come città della ceramica. Nel 1908, vi si tenne un’esposizione in occasione del terzo centenario della nascita di Evangelista Torricelli (1608- 1647). La manifestazione vedeva in mostra anche opere di artisti e di industrie ceramiche che furono lasciate in dono alla città. Con gli oggetti elargiti al termine dell’esposizione e quelli raccolti nel locale Museo civico, nacque il Museo delle Ceramiche. Le collezioni del Museo diventarono un motivo di studio e all’interno di questo contesto nasceva il progetto di una scuola.

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Tale programma portava nel 1916 all’apertura di una “Scuola pratica” della ceramica. Il compito era quello di integrare, con nozioni tecniche, quella formazione che fino a quel momento era avvenuta nelle botteghe, percepite come luogo di apprendimento del mestiere. Le lezioni pratiche si tenevano nella manifattura dei “Fratelli Minardi Ceramiche Faentine” e, per le nozioni di cultura, nell’attuale sede della Scuola. L’insegnamento si svolgeva di sera e la domenica mattina; gli studenti erano operai delle locali officine.
Nel 1919 la Scuola pratica ottiene un riconoscimento che la trasforma in un regolare corso diurno alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione e assume il nome di Regia Scuola. Da questo momento si prefissò l’obiettivo di superare l’empirismo spesso presente nella cultura ceramica attuando due indirizzi di studio: quello artistico e quello tecnologico. L’indirizzo artistico fu affidato allo scultore Domenico Rambelli, affiancato per l’insegnamento pratico da Anselmo Bucci. La Scuola, fin dall’inizio, con l’entusiasmo che caratterizza le nuove esperienze, partecipò a significative esposizioni, contribuendo alla formazione del gusto della ceramica moderna.

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La sezione tecnologica fu consegnata alle competenze di Maurizio Korach. La Scuola si fornì di un laboratorio per lo studio delle materie prime e la preparazione dei rivestimenti. La sezione tecnologica si diede il compito di preparare dei tecnici capaci di risolvere i problemi pratici del mondo industriale. Le due anime della cultura ceramica nel 1960 vennero affiancate da una sezione di Restauro, affidata a Timo Bernabè, che ha contribuito a formare personale specializzato per Musei e Soprintendenze. L’aspetto specialistico è uno dei fattori che maggiormente ha concorso al successo della Scuola e ha permesso ai docenti di esprimere le loro abilità.
Tra i tanti che hanno legato il loro nome all’Istituto si ricordano lo scultore Angelo Biancini, il ceramista Carlo Zauli, la pittrice Gianna Boschi, lo storico dell’arte Giuseppe Liverani e il tecnologo Tonito Emiliani. Dall’insegnamento di questi maestri, attivi nel secondo dopoguerra, è nata una “vittoriosa” generazione di artisti, tecnici dell’industria ma anche imprenditori operosi in Italia e in Europa. L’importanza di Faenza come punto di formazione ha sempre attratto studenti da ogni luogo d’Italia e del mondo. La Scuola fin dagli anni venti è stata frequentata da stranieri; nell’anno scolastico 1922-23 si iscrissero tre alunne dalla Norvegia. Da quel tempo a oggi, la soglia della Scuola è stata varcata da molti studenti, provenienti da tutti i continenti, che hanno diffuso il nome di Faenza nel mondo.

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La Scuola ha sempre operato per formare degli esperti che potessero dare risposte alle molteplici sollecitazioni provenienti dall’arte, dall’artigianato e dall’industria ceramica. Questa chiarezza d’intenti si è mantenuta anche quando è stata attraversata da ordinamenti che l’hanno trasformata nel nome (Scuola pratica, Regia Scuola, Regio Istituto, Istituto Statale d’Arte per la Ceramica) e nella struttura. Ora l’Istituto si trova ad affrontare un’ulteriore svolta; il 4 febbraio 2010 il Consiglio dei Ministri ha approvato una riforma della Scuola media superiore che trasforma gli istituti d’arte in licei o scuole professionali. Si tratta di una modificazione che interviene sull’identità della precedente istituzione attenuando la specifica cultura ceramica. La nuova situazione sta stimolando delle riflessioni e in questi giorni si sta lavorando con progetti mirati, per dare continuità a una cultura che ha raggiunto livelli altissimi e che deve essere salvaguardata e accresciuta.

Anno di fondazione: 1916
Preside: Luigi Neri
Corso di studi: 5 anni
Iscritti 2013/2014: 58
Diplomati 2013: 40 di cui 5 stranieri
Corso Baccarini 17, Faenza – Ravenna
Tel. (+39) 0546 21091
www.ceramicschool.it

Gabriella Gardini

Dirigente

Istituto Statale d’Arte per la Ceramica Gaetano Ballardini

Corso Baccarini 17
Faenza (Ravenna)